SEO locale: farsi trovare da chi cerca vicino a sé
Per chi vende su un territorio la scheda Google conta quanto il sito. Come si presidia la ricerca locale e quali segnali spostano davvero la posizione.
Due risultati diversi sulla stessa ricerca
Quando una persona cerca un servizio aggiungendo una città, o semplicemente lo cerca dal telefono in quella città, Google mostra due blocchi distinti: la mappa con tre attività, e sotto i risultati classici. Sono governati da segnali diversi e si conquistano con lavori diversi.
Nel blocco mappa contano soprattutto la scheda dell'attività, la vicinanza fisica e le recensioni. Nei risultati sotto contano le pagine del sito. Presidiare solo uno dei due significa lasciare metà dei click a qualcun altro.
La scheda dell'attività: le voci che pesano
La categoria principale è la scelta più importante e la più sbagliata: definisce per quali ricerche l'attività è candidata. Va scelta quella più specifica che descrive il servizio principale, non la più ampia.
Nome, indirizzo e telefono devono essere identici ovunque compaiano in rete. Le incoerenze — una via scritta in due modi, un numero vecchio su un vecchio portale — indeboliscono il riconoscimento dell'attività.
Le recensioni contano per quantità, freschezza e risposta. Una scheda con quaranta recensioni di due anni fa vale meno di una con quindici degli ultimi tre mesi, tutte con una risposta del titolare.
Le foto aggiornate e i post periodici sono segnali di attività viva. Costano pochi minuti a settimana e distinguono da chi ha aperto la scheda e l'ha abbandonata.
Le pagine del sito che servono alla ricerca locale
Una pagina per ogni combinazione servizio-territorio che si vuole presidiare davvero, scritta con contenuto proprio. Duplicare la stessa pagina cambiando il nome della città è la scorciatoia che Google riconosce e ignora.
Contenuto proprio significa: lavori fatti in quella zona, riferimenti riconoscibili, tempi di intervento reali, eventuali particolarità normative locali. Se non avete niente di specifico da dire su una città, quella pagina non va fatta.
L'indirizzo, la mappa e gli orari devono comparire in una pagina contatti raggiungibile da ogni parte del sito, marcata con i dati strutturati dell'attività locale.
Le recensioni: come si chiedono senza risultare invadenti
Il momento giusto è subito dopo la consegna, quando la soddisfazione è alta e il ricordo fresco. Una settimana dopo la risposta cala della metà.
Il canale che funziona meglio è un messaggio breve con il collegamento diretto: ogni passaggio in più tra la richiesta e il modulo di recensione perde persone.
Le recensioni negative vanno risposte sempre, in modo asciutto e fattuale, entro pochi giorni. Chi legge non si aspetta la perfezione: si aspetta di vedere come reagite quando qualcosa va storto.
Cosa misurare
Dalla scheda: quante persone hanno chiamato, chiesto indicazioni o visitato il sito, e con quali ricerche vi hanno trovato. Sono dati che la piattaforma fornisce e che quasi nessuno guarda.
Dal sito: le richieste arrivate dalle pagine locali, separate dal resto. Se una pagina territoriale non produce contatti in sei mesi, il problema è nel contenuto o nella scelta della zona, e va affrontato invece di aggiungerne altre venti.
Quando conviene fare una pagina per una città e quando no
La domanda da farsi è una sola: abbiamo qualcosa di specifico da dire su questa zona? Lavori fatti, tempi di intervento diversi, un magazzino vicino, una normativa locale. Se la risposta è no, quella pagina sarà un duplicato e farà più danno che bene.
Il criterio pratico: una pagina per ogni zona in cui avete almeno due lavori documentabili e in cui siete davvero disposti a intervenire. Meglio tre pagine vere che venti generate cambiando il nome del comune.
Per le zone dove operate ma senza storia, funziona meglio un elenco delle aree servite dentro la pagina principale del servizio, con i tempi di intervento. Copre la ricerca senza creare pagine vuote.
Le citazioni esterne: cosa sono e quanto contano
Una citazione è ogni menzione dei vostri dati — nome, indirizzo, telefono — su un altro sito: elenchi di categoria, portali di settore, associazioni, camera di commercio. Servono a confermare che l'attività esiste dove dice di essere.
Contano più per coerenza che per quantità. Dieci citazioni identiche valgono più di cinquanta con tre versioni diverse dell'indirizzo. Prima di crearne di nuove va fatta una pulizia di quelle esistenti, comprese le vecchie sedi mai aggiornate.
Le fonti che pesano di più sono quelle locali e di settore: l'associazione di categoria, il portale del comune, l'elenco dei rivenditori autorizzati di un marchio che trattate. Valgono più di venti registrazioni su elenchi generalisti.
Gli errori che fanno perdere posizioni nella mappa
Cambiare categoria principale a progetto avviato: azzera parte del riconoscimento e serve tempo per recuperarlo.
Usare un indirizzo che non corrisponde a una sede reale e visitabile. Le verifiche esistono, e la sospensione della scheda cancella mesi di lavoro.
Inserire parole chiave nel nome dell'attività. È contro le regole, produce un vantaggio temporaneo e una segnalazione da parte del primo concorrente che se ne accorge.
Lasciare gli orari sbagliati nei periodi di chiusura. Oltre a irritare chi si presenta a porta chiusa, i segnali di attività incoerente pesano.

